Fante-Anne (Gypsy Anne, 1920)

Rasmus Breistein

Fante-Anne 1

SINOSSI: La piccola Anne, ancora in fasce, viene portata alla fattoria Storlein da sua madre, che è malata e vive in miseria. Ma viene scacciata, così la donna porta la figlia neonata a dormire nel fienile. Il bracciante Jon li scopre al mattino, ma la madre non ha superato la notte, così la bambina viene cresciuta dalla vedova Storlein. Vivace e indisciplinata, Anne mette sempre nei guai il suo più giovane fratellastro Haldor, che invece è timido e piagnucoloso e finisce sempre col prendersi la colpa delle monellerie di Anne. Un giorno, la signora Storlein, infuriata, si lascia sfuggire che non avrebbe mai dovuto prendere Anne in casa. In lacrime, la bambina va da Jon e scopre la verità sulle sue origini. Gli anni passano, e Anne e Haldor ora sono innamorati. Anche il bracciante Jon è innamorato di lei, ma Anne lo considera come un padre. Ma la madre di Haldor lo convince che non può sposare una ragazza di origini sconosciute. E così, mentre Anne si trova alla fattoria estiva di famiglia, Haldor inizia a fare la corte a Margit, una ragazza del villaggio di famiglia ricca.Quando lo scopre, presa dalla rabbia, Anne dà fuoco alla nuova casa che Haldor aveva costruito per loro due, prima di fidanzarsi con Margit. Quando ha luogo il processo, Anne respinge le accuse di incendio doloso, mentre Jon si prende la colpa al suo posto. Anne trova lavoro come tata al villaggio, in attesa che Jon esca di prigione. Scontata la sentenza, Jon e Anne partono insieme per l’America.

Fante-Anne 2

E’ il primo film norvegese a utilizzare attori professionisti, provenienti dal teatro, nonché il primo vero grande successo in patria, il cui cinema, fino ad allora, non era stato molto prolifico, surclassato com’era dall’egemonia incontrastata di quello svedese. Senza contare che le produzioni svedesi o danesi si recavano spesso in Norvegia per ambientare film tratti da romanzi norvegesi – fra i più celebri, Terje Vigen (C’era un uomo, 1917), di Victor Sjöström spesso usando anche attori del luogo. Tutto questo non poteva che irritare i norvegesi, anche perché la loro patria di recente si era finalmente scissa dalla Svezia dopo una unione forzata durata quasi un secolo (1814-1905). Fino a quel momento, il cinema norvegese avev subito l’influsso di quello danese, mettendo in scena melodrammi perlopiù ambientati in città, senza valorizzare la cultura, le tradizioni e il caratteristico paesaggio norvegese (cosa che invece facevano appunto gli svedesi). Ecco perché Fante-Anne, tratto da un romanzo norvegese e valorizzato da scenari, costumi e attori rigorosamente nazionali,  è considerato il capostipite del cinema nazionale e Rasmus Breistein il suo primo importante regista.

Tratto da un romanzo di Kristoffer Janson – come il coevo Prästänkan (La vedova del pastore, 1920, di Carl Th. Dreyer – Fante-Anne è  girato quasi tutto en plein air, nei pressi del villaggio Vågå, nella Contea di Oppland. Sotto la luce calda e l’aria tersa dell’estate, in un’atmosfera in cui si respirano giovinezza, speranze e immancabili delusioni, il film di  Breistein è un bell’esempio di melodramma agreste, che non manca però di offrire  diversi spunti di attualità (ad esempio, la decisione finale di Jon e Anne di emigrare negli Stati Uniti). Il film offre dei momenti magnifici, come l’intera sequenza del primo (e ultimo) colloquio amoroso fra la protagonista, la trovatella Anne, e Haldor, figlio della famiglia più importante del villaggio, proprietaria della fattoria Storlien. I due sono immersi in un’ambientazione bucolica e pittoresca, valorizzata da inquadrature di gusto pittorico e ottimamente fotografate. Sequenza che raggiunge il culmine nell’inquadratura in cui Anne, in cima alla montagna, di spalle, saluta il suo amato che sta tornando verso il villaggio.

Fante-Anne 3

Nella seconda parte, che segue il tradimento di Haldor, il quale ha deciso di sposare una ragazza della sua stessa condizione sociale, le atmosfere si fanno più cupe, con riprese “notturne” (tramite l’effetto notte) e scene in interni nella austera e algida fattoria Storlien.

Rasmus Breistein (1890-1976) veniva dal teatro ed era un musicista di musiche popolari. L’idea di trasporre dei film da alcune opere norvegesi gli venne dopo aver visto gli equivalenti film svedesi di origine letteraria. Cominciò così il suo sodalizio col bravissimo direttore della fotografia, Gunnar Nilsen-Vig, con il quale girò ben quattordici film. Il successo accompagnò Breistein per il restante periodo del muto, e poi durante l’epoca del sonoro fino agli inizi degli anni Quaranta.

Aasta Nielsen, cantante e attrice di teatro, non è la celebre attrice danese quasi omonima: la protagonista di Fante-Anne è norvegese, di 16 anni più giovane dell’altra, e recitò in soli tre film, tutti diretti da Breistein, per poi scomparire nell’oblio.

Vittorio Renzi  (30 settembre 2015)

Fante-Anne 4

Fante-Anne (Gypsy Anne)

[t.l. Anne la vagabonda]

Norvegia, 1920

regia, sceneggiatura e produzione: Rasmus Breistein

soggetto: racconto omonimo di Kristofer Janson

fotografia, scenografia e montaggio: Gunnar Nilsen-Vig

musica: Halldor Krogh

produzione: Kommunernes Filmscentral

cast: Aasta Nielsen (Anne), Einar Tveito (Jon Sandbakken), Lars Tvinde (Haldor), Johanne Bruhn (madre di Haldor), Kristine Ullmo (Margit), Henny Skjønberg (madre di Jon),Dagmar Myhrvold, Edvard Drabløs

lunghezza: 2171 metri 

durata: 75′ a 15 fps

data di uscita: 11 settembre 1920

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