The Silent Comedy Watch Party – Intervista a Steve Massa e Ben Model

Mabel Normand in Won in a Closet (Mabel Normand, 1914)

La vostra splendida rubrica settimanale “The Silent Comedy Watch Party” nasce durante il lockdown dovuto al Covid-19. Perché la scelta esclusiva della commedia? E quali sono i parametri che vi portano alla selezione delle opere?

BEN: Per me creare “The Silent Comedy Watch Party” non ha significato semplicemente sostituire il mio show, o quello di altre persone, sul cinema muto con uno che potresti guardare sul tuo computer rimanendo a casa. La commedia, e la risata stessa, rappresentano una liberazione e una forma di sollievo, e sentivamo che questo era ciò che ci voleva. Le risposte ricevute per email o sui social media lo hanno immediatamente confermato. Gli spettatori ci hanno scritto quanto abbiano apprezzato il fatto di ridere e liberare la mente dallo stress della pandemia. A distanza di sette mesi, le persone continuano a dircelo ogni settimana. Per molti dei nostri spettatori lo show è stato un modo per stabilizzare la loro settimana, un sollievo alla fine di questa. Per alcuni è stata una forma di cura palliativa. La commedia muta, insieme all’accompagnamento musicale live, è un linguaggio universale, e durante una pandemia globale essa è la forma ideale di intrattenimento per distogliere la mente da quello che sta succedendo.

Dopo il primo mese circa, abbiamo adottato la formula dell’episodio costituito da due bobine con protagonista uno dei clown più famosi,  aprendo lo show con una impattante bobina del 1920 e inserendo poi nel mezzo qualcosa di più o meno insolito. In questo modo si aveva un equilibrio ed anche un soggetto straordinario e allo stesso tempo oscuro. Io e Steve abbiamo programmato molti shows di cortometraggi comici muti, e abbiamo anche un background di performance comiche. Queste nostre esperienze hanno influenzato le nostre sensibilità per il flusso dello spettacolo. Adesso abbiamo alternato questa formula con un episodio in formato two-reel, poiché il lavoro migliore di comici meno noti si trova proprio in questo formato. Ci preoccupiamo anche di alcuni contenuti dei film, dal momento che il programma è rivolto ad un pubblico generico – così esteso e globale che non possiamo vedere o conoscere – e sappiamo che ci sono bambini e famiglie che guardano. Prima di tutto, però, facciamo le nostre scelte perché pensiamo che i film e gli attori comici siano davvero divertenti. Fare questo show significa servire ogni settimana una grande dose di risate alle persone.

Snub Pollard in It’s a Gift (1923)

Penso che tra le cose più interessanti del vostro progetto vi sia il focus, oltre che su film rari, su figure attoriali e registiche poco note: Snub Pollard, Charlie Chase, Mabel Normand, Leo McCarey, Hal Roach, Alice Howell. Inoltre Steve ha scritto un testo fondamentale sulle dive dimenticate del muto Slapstick Divas: The Women of Silent Comedy. A cosa è dovuta, secondo voi, questa dimenticanza?

STEVE: La ragione principale per cui molti comici o registi vengono dimenticati è la perdita o la non disponibilità dei loro film. Quando i loro film non possono più essere visti, diventano solo nomi nei libri di storia del cinema. Negli ultimi anni abbiamo lavorato per trovare film ovunque potevamo, per renderli disponibili su Watch Party, nelle proiezioni, in versione DVD, così che gli spettatori potessero guardare questi autori di commedie in azione per loro.

Alice Howell in Shot in the Excitement (1914)

“The Silent Comedy Watch Party” è fruibile su Youtube. Avete creato un grande archivio costituito da film dimenticati o che si credevano perduti e facilmente reperibile da chiunque. Potremmo considerare questa “democraticità” dell’archivio, accessibile da tutti, una delle conseguenze più evidenti del cinema della nuova era pandemica? E quali sono le altre peculiarità di questa nuova “era cinematografica”?

STEVE: Abbiamo sempre cercato di proiettare i nostri film in maniera “democratica” e accessibile, così che molte persone avessero la possibilità di esperire queste fantastiche commedie. A causa della pandemia, molti archivi e organizzazioni cinematografiche hanno abbracciato internet per le loro proiezioni. Anche noi lo abbiamo fatto, ma con Watch Party abbiamo cercato di rimanere fedeli alle nostre idee di base. Abbiamo creato gli spettacoli live per conservare la spontaneità e la sensazione di partecipazione da parte del pubblico, la sensazione che stessimo guardando il film tutti insieme. Grazie a internet, adesso siamo capaci di raggiungere il pubblico in tutto il mondo, ma noi ci sforziamo di renderlo una connessione personale. 

Charley Chase e Vivien Oakland in Mighty Like a Moose (Leo McCarey, 1926)

Lo studioso Jaime Baron parla di “archive effect”, il quale scaturisce dalla giustapposizione di due tempi: il tempo in cui la pellicola ritrovata è stata prodotta e il tempo in cui essa viene percepita dalla spettatore a distanza di tempo. Secondo voi, si sono innescare delle diverse dinamiche percettive tra lo spettatore del cinema muto e lo spettatore contemporaneo che guarda, a distanza di tempo, quella stessa pellicola?

BEN: Penso che il cinema muto sia un cinema atto a suscitare emozioni più di altre forme di film. Proprio gli elementi che mancano lo fanno funzionare, poiché l’immaginazione colma i vuoti e sintetizza tutto insieme. Questa questione viene sempre risollevata perché, apparentemente, sembra che gli elementi mancanti siano il motivo per cui i film muti non funzionano per un pubblico contemporaneo, abituato al 3-D, alla CGI e al surround. Ma più faccio spettacoli più noto che il cinema muto è davvero un linguaggio universale. Ogni anno faccio vedere corti comici a un pubblico di bambini delle scuole elementari, li capiscono e ridono a crepapelle. Qualche anno fa, ho fatto vedere The Freshman e Steamboat Bill, Jr. ad un festival in Jecheon, in Sud Korea, e la reazione è stata identica a quella del pubblico degli Stati Uniti. Molte persone all’inizio guardavano Watch Party da soli, ma alla fine il loro coniuge o partner si è seduto a guardare e anche loro sono diventati nostri fans. Le persone hanno scoperto il cinema muto grazie a The Silent Comedy Watch Party. Alcuni lo hanno riscoperto, e in alcune parti del pianeta lo guardano con l’accompagnamento musicale dal vivo per la prima volta. E ogni domenica alle 15 (Eastern Time), ci sono diverse centinaia di persone che guardano insieme come parte di un unico, virtuale pubblico del cinema muto, facendosi una gran bella risata alla fine di un’altra lunga settimana.

a cura di Martina Mele

Steamboat Bill, Jr. (Buster Keaton, 1928)

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The Silent Comedy Watch Party – Interview with Steve Massa and Ben Model

Your beautiful weekly column “The Silent Comedy Watch Party” is born during the Covid-19 lockdown. Why the exclusive choice of comedy? And what are the parameters behind the selection of the comedies?

BEN: For me, creating “The Silent Comedy Watch Party” was more than replacing my or other people’s silent film shows with one you could now watch on your computer without leaving your home. Comedy, and laughter itself, is a release and a form of relief, and we felt this was just what was needed. The response we got in emails and on social media confirmed this immediately. Viewers wrote us how much they appreciated getting to laugh and take their mind off the stress of the pandemic. Seven months later, and we still hear this from people every week. For many of our viewers the show has been a way to anchor their week or a relief at the end of one. For some it has been a form of palliative care. Silent film comedy, and with live musical accompaniment, is a universal language, and during a global pandemic it’s an ideal form of entertainment to take your mind off what’s going on.

After the first month or so we hit on the formula of anchoring the episode with a two-reeler starring a one of the famous silent clowns, opening the show with a strong one-reeler from the 1920s, and then putting something earlier or a little more offbeat in the middle. This way we have a balance of a draw and also some great-but-obscure subject. Steve and I have programmed many silent comedy shorts shows, and we also have comedy performance background, and our experiences with both inform our sensibilities for the shows’ flows. We now also alternate this format with an episode that’s a pair of two-reelers, since there are some lesser-known comedians whose best or main work is in the two-reel format. We’re also careful about some of the content in the films, since we are programming for a general audience – a large, global one we can’t see or know – and also know there are kids and families watching. Most of all, though – we make our picks because we think the films and comedians in them are really funny. Doing these shows is about serving up a big dose laughs for people every week.

I think that among the most interesting things of your project there is the focus, not only on rare movies, but also on little known actors and directors like Snub Pollard, Charlie Chase, Mabel Normand, Leo McCarey, Hal Roach, Alice Howell. Moreover, Steve wrote a fundamental book about forgotten divas of silent cinema Slapstick Divas: The Women of Silent Comedy. In your opinion, what is this forgetfulness due to?

STEVE: The main reason that many comedians and directors are forgotten is the loss or unavailability of their films. When their movies can’t be viewed, they just become names in film history books. Over the past few years we’ve been working to find films wherever we can and make them available on the Watch Party, in screenings, and on DVD releases, so that audiences can see these comedy creators in action for themselves

“The Silent Comedy Watch Party” is available on YouTube. You have created a huge archive composed by forgotten or believed lost movies, that is easily reachable by everyone. Can we consider this “democratic nature” of your archive, accessible by everyone, one of the most evident consequences of the new pandemic era of cinema? And which are, in your opinion, the other peculiarities of this new cinematographic era?

STEVE: We’ve always tried to have our film screenings as “democratic” and accessible, so that as many people as possible can experience these great comedies. Since the pandemic many archives and film organizations have embraced the internet for their screenings. We have too, but with the Watch Party we’ve tried to stay true to our basic fundamentals. That’s why we do the shows live to maintain the spontaneity and the feeling of audience participation – that we’re all watching together. Because of the internet we’re now able to reach audiences all over the world, but we continue to strive to make it a personal connection.

The scholar Jaime Baron talks about “archive effect”. It arises from the juxtaposition of two times: the time in which the found film (in the sense of analogue support) was produced and the time in which it is perceived by a contemporary spectator. In your opinion, does the same silent film trigger different perceptual dynamics between a spectator of silent cinema era and a spectator of contemporary and digital cinema era?

BEN: I think that silent cinema is more of a right-brain cinema than other forms of film. It’s precisely that elements are missing that make it work, because the imagination fills in the gaps and synthesizes everything together. This question always comes up because, on the surface, the missing elements sound like they’re the reason silent film won’t work for a contemporary audience that’s used to 3-D, CGI and surround sound. But the more I’ve done shows the more I’ve seen that silent film really is a universal language. I show comedy shorts to audiences of elementary school kids every year, and they just get it and laugh their heads off. A few years ago, I did shows of The Freshman and Steamboat Bill, Jr. at a festival in Jecheon, South Korea, and the response was identical to the way audiences react in the US. Steve and I have heard from a few people who were viewing the Watch Party streams alone at first, but eventually their spouse or partner sat down to watch with them and are now fans as well. People have discovered silent movies through The Silent Comedy Watch Party. Some have rediscovered it, and in some parts of the planet they’re seeing it with live music for the first time. And every Sunday at 3pm Eastern time in the US, there are several hundred people watching together as part of a unique, silent cinema virtual audience, having a much-deserved good laugh at the end of a another long week.

edited by Martina Mele

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