Daddy-Long-Legs (Papà Gambalunga, 1919)

Marshall Neilan

Daddy-Long-Legs 1

SINOSSI: Un misterioso benefattore, mediante le sue donazioni anonime, consente alla giovane orfana Jerusha Abbott, detta Judy (Mary Pickford), una volta cresciuta, di frequentare un’università esclusiva. Judy, che non conosce nulla dell’uomo, intrattiene con lui solamente un rapporto epistolare, che diventa una sorta di diario dei suoi progressi negli studi e nella vita. Durante il periodo di permanenza al campus, Judy nasconde alle sue compagne di corso le sue misere origini fingendo di provenire da una ricca famiglia. E quando incontra il ricco zio di una sua amica, Jarvis Pendleton (Mahlon Hamilton) e se ne innamora, è costretta a rifiutare la sua proposta di matrimonio proprio a causa del suo segreto.

Si tratta della prima di innumerevoli trasposizioni per il cinema del celebre, omonimo romanzo di Jean Webster del 1916 (noto in Italia come Papà Gambalunga).
In apertura, vediamo un giglio bianco e rigoglioso in un bellissimo giardino; subito dopo – assecondando il montaggio alla Griffith che accosta due situazioni in opposizione fra loro – ecco un fiore fra l’immondizia che, seppur calpestato, sopravvive e si risolleva. I due fiori simboleggiano apertamente la bambina ricca, viziata e crudele, dal nome altisonante Angelina Gwendolyn Rosalind Wyckoff!) e la protagonista, la dolce Jerusha Abbot, detta Judy.
La prima parte del film è piuttosto divertente e si concede persino una sequenza sperimentale: quella in cui Judy e un altro piccolo orfano si ubriacano con una bottiglia di vino e vedono davanti a loro alti palazzi ondeggiare, un cane camminare eretto, più tutta una sequenza slapstick in cui Judy, ubriaca, fa cadere accidentalmente nel pozzo una delle impiegate dell’orfanotrofio, tentando poi, insieme al delizioso monello Apple Jack (in anticipo di due anni sul ben più famoso Monello chapliniano), di issarla fuori; ma le azioni di entrambi sono talmente sconnesse che, anziché salvarla, la fanno precipitare sempre più verso il fondo.

Le espressioni fanciullesche della Pickford sono contagiose e perfettamente in ruolo. L’attrice, già 27enne, interpreta, a inizio film, una ragazzina di 12, ma è credibilissima, e non solo per la sua bassa statura e il suo viso grazioso e fanciullesco; il suo talento comico ancora oggi è innegabile.

Il regista (e attore), Marshall “Mickey” Neilan, sposato con la diva Blanche Sweet, aveva già diretto la Pickford in diversi film, tra i quali Rebecca of Sunnybrook Farm (1917) e Stella Maris (1918). Mary Pickford nel 1919 era già produttrice di se stessa. Aveva cominciato nei teatri di quart’ordine, per finire a Broadway che era ancora una ragazzina. A 17 anni era entrata alla Biograph, ingaggiata dallo stesso D.W. Griffith, dove aveva lavorato in circa 60 film in due anni. Ma la Pickford non era solo la dolce “fidanzatina d’America”, come fu chiamata di lì a poco. Nella vita reale era una leonessa e sapeva quantificare in denaro il suo valore. Questo la portò in breve tempo alla rottura con Griffith e a lasciare la Biograph. Ben presto divenne la prima grande star internazionale, affiancata dal divo Douglas Fairbanks (che nel 1920 divenne suo marito) e di lì a poco da Charlie Chaplin. Quando si ritirò dallo schermo, poco dopo l’inizio dell’era del sonoro, aveva interpretato all’incirca 250 film.

Vittorio Renzi  (3 giugno 2015)

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Daddy-Long-Legs (Papà Gambalunga)

Usa, 1919

regia: Marshall Neilan

soggetto: commedia e romanzo omonimo di Jean Webster

sceneggiatura: Agnes Christine Johnston [e Mary Pickford]

fotografia: Charles Rosher [e Henry Cronjager]

montaggio: Edward M. McDermott

produzione: Mary Pickford, per The Mary Pickford Company

cast: Mary Pickford, Milla Davenport, Percy Haswell, Fay Lemport, Mahlon Hamilton, Lillian Langdon, Betty Bouton, Audrey Chapman, Marshall Neilan, Carrie Clark Ward

lunghezza: 7 rulli, 7.200 piedi

durata: 85′

data di uscita: 11 maggio 1919

Daddy-Long-Legs poster

 

 

 

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