Wings (Ali, 1927)

William A. Wellman

Wings 1

SINOSSI: 1917, Jack Powell (Charles ‘Buddy’ Rogers) è un giovane con la passione per le auto. La sua amica e vicina di casa, Mary Preston (Clara Bow), è innamorata di lui, ma lui neanche se ne accorge. Jack infatti ama Sylvia Lewis (Jobyna Ralston), che però è innamorata di David Armstrong (Richard Arlen). Quando gli  USA entrano nella Prima guerra mondiale, Jack e David si arruolano come piloti nell’Air Force per combattere in Francia. La loro iniziale rivalità si trasforma, giorno dopo giorno, in un’amicizia fraterna e i due diventano assi dell’aviazione. Anche  Maria si unisce ai Corpi Motorizzati Femminili, cercando di essere vicina a Jack. Un giorno, durante una altra battaglia. David insegue i nemici col suo aereo, ma viene abbattuto. Rimasto illeso, si procura un aereo tedesco per tornare alla base, ma sfortunatamente Jack lo abbatte e stavola David resta ucciso. Distrutto dal senso di colpa, Jack torna a casa, festeggiato come un eroe. Alla fine si renderà conto di ricambiare l’amore di Mary.

Wings è passato giustamente alla storia come grandioso film di guerra con magnifiche riprese aeree all’avanguardia, ma anche come primissimo film a vincere un Oscar alla prima edizione degli Academy. Per realizzarlo, la Paramount stanziò un budget di 2 milioni di dollari. Dopo la première a San Antonio, il film uscì nei cinema, abbreviato di un rullo (poco più di 10 minuti) e, successivamente, con l’aggiunta della musica e degli effetti sonori per le scene di volo. Se due anni prima The Big Parade (La grande parata, 1925) di King Vidor aveva mostrato la guerra con ottime sequenze di trincea, Wings la fa vivere dall’alto: con le macchine da presa montate sulle ali o sugli scafi degli aeroplani, noi siamo, di fatto, sugli aerei assieme ai piloti, viviamo il loro stato di eccitazione, adrenalina, paura, angoscia. Li vediamo scrutare l’orizzonte, volteggiare e poi sputare sangue quando vengono colpiti a morte dalle mitragliatrici nemiche. Oltretutto, durante le riprese, un pilota dell’Aeronautica militare rimase ucciso in un incidente di volo. Erano anni di grande entusiasmo per gli aeroplani: nel maggio di quello stesso anno, l’aviatore di Detroit Charles Lindbergh aveva compiuto la prima traversata senza scali dell’Atlantico.

Per quanto riguarda invece le vicissitudini amorose del quartetto di protagonisti – al contrario del film di Vidor, che in questo campo andava fortissimo – ci troviamo dinnanzi a una commedia/mélo invecchiata male, piena di momenti ripetitivi, patetici e irritanti, e a farne le spese è soprattutto il personaggio di Mary, interpretata dall’allora già celebre Clara Bow. Nonostante questo, il film offre, anche in questo contesto, alcune scene piuttosto gustose. Una di queste è quella che introduce Sylvia e David: i due fidanzatini si dondolano sull’altalena. La macchina da presa è fissa su di loro, mentre lo sfondo si muove su e giù. Sembra la classica scena costruita con gli attori fermi in primo piano e lo sfondo costituito da una ripresa eseguita altrove e montata in sovrimpressione. Ma improvvisamente da lontano vediamo arrivare di corsa Jack Powell che con una mano ferma l’altalena.
Un’altra scena virtuosistica è il dolly alle Folies Bergères, prima dell’ultima battaglia: in una sala affollata di gente che beve e festeggia, la macchina da presa si proietta in avanti, passando in mezzo alle coppie che ridono o litigano, sorpassa in questo modo ben cinque tavolini, fino ad arrestarsi di fronte a Jack, ubriaco fradicio. Un piano sequenza così moderno e sorprendente che sembra girato da Scorsese o De Palma sessant’anni dopo. Eppure, intervistato anni dopo, Wellman ebbe a dire in proposito:

Amavo i movimenti di macchina, poi ne ho avuto fin sopra i capelli. Ho fatto la prima grande ripresa con una gru in Wings, quando la macchina da presa si muove attraverso i tavoli nel grande caffè francese. Poi tutti hanno cominciato a farlo, e sia io che Jack [John] Ford smettemmo. Entrambi abbiamo convenuto che non l’avremmo più usata. C’è troppo movimento. Alcuni spettatori ne rimangono storditi, sul serio, e diventano più consapevoli del movimento della macchina da presa che non di quello che stai riprendendo (…) Poi ho capito che la cosa migliore era realizzare il film nel modo più semplice possibile; se volevi un movimento, o roba del genere, dovevi usarlo quando significava davvero qualcosa, dove avrebbe aiutato il film. (1)

Ciò non toglie, ovviamente, che quel tipo di invenzioni e di idee contribuirono a sviluppare il linguaggio cinematografico, a vantaggio di chi, successivamente, seppe servirsene al meglio, come ad esempio i due autori contemporanei che abbiamo citato.

Il regista, William Augustus Wellman era stato a sua volta un aviatore in guerra, a quanto pare molto spericolato. Dopo essere stato ferito in battaglia, fu rimandato a casa a insegnare tecniche di combattimento. Fu Douglas Fairbanks a inserirlo nel mondo del cinema, e fu proprio Wings a far decollare la sua carriera, che proseguì fino alle porte degli anni Sessanta. Wellman sapeva ciò che faceva. Ad esempio insistette con la produzione per filmare solo quando nel cielo fossero comparse delle nuvole, altrimenti sdarebbe venuto a mancare del tutto quel senso della velocità che sarebbe stato necessario per conferire realismo e dinamicità alle riprese aeree.

Charles ‘Buddy’ Rogers ebbe una lunga ma mediocre carriera, di fatto viene ricordato quasi soltanto per il suo ruolo in questo film. Stessa cosa può dirsi di Richard Arlen. Jobyna Ralston, invece, proveniva da una serie di successi al fianco del celebre comico Harold Lloyd. Sul set di questo film conobbe Richard Arlen e lo sposò (era il suo secondo matrimonio). Rimasta incinta, dopo aver recitato in due film sonori, abbandonò la carriera cinematografica per dedicarsi al figlio, Richard Arlen Jr., il quale diventerà anch’egli un attore.

Infine, per un paio di minuti fa la sua apparizione un giovane Gary Cooper a inizio carriera, nei panni di un pilota: tanto bastò per far decollare la sua carriera e a fargli ottenere immediatamente ruoli da protagonista.

Vittorio Renzi  (15 ottobre 2015)


(1) Kevin Brownlow, The Parade’s Gone by…, Berkeley and Los Angeles, University of California Press, 1968, p. 168.

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Wings (Ali)

Usa, 1927

regia: William A. Wellman

soggetto: John Monk Saunders

sceneggiatura: Hope Loring, Louis D. Lighton

fotografia: Harry Perry

montaggio: E. Lloyd Sheldon

musica: J.S. Zamecnik

scenografia: Hans Dreier

costumi: Edith Head, Travis Banton

effetti speciali: Roy Pomeroy, Paul Perry

produzione: Lucien Hubbard, per Paramount Famous Lasky Corporation

cast: Clara Bow, Charles Rogers, Richard Arlen, Jobyna Ralston,
El Brendel, Richard Tucker, Gary Cooper, Gunboat Smith,
Henry B. Walthall, Roscoe Karns, Julia Swayne Gordon, Arlette Marchal

lunghezza: 13 rulli, 12,267 piedi

durata: 144’ 

première: New York, 12 aprile 1927

data di uscita: 12 agosto 1927

Wings poster

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