Judith of Bethulia (Giuditta di Betulla, 1914)

D.W. Griffith

Judith of Bethulia 1

SINOSSI: Betulla è una città fortificata della Giudea, posta su una collina che blocca la strada a ogni esercito invasore. L’esercito assiro di Nabucodonosor, guidato da Oloferne (Henry B. Walthall), muove verso la Giudea e mette sotto assedio la città. I combattimenti sono feroci, le catapulte e gli arieti mettono a dura prova la resistenza delle mura e degli edifici, i pozzi dell’acqua sono occupati dal nemico. La città, tuttavia, resiste e gli assalti sono respinti. Ma i soldati che vengono presi prigionieri sono sottoposti a crudeli torture sotto lo sguardo del popolo di Betulla che assiste dalle mura. Dopo 40 giorni di assedio, la città è tentata dalla resa. La bella Giuditta (Blanche Sweet), una giovane vedova devota e di nobile carattere, ha una visione che la fa decidere di sacrificarsi per il bene di tutti. Accompagnata solo da una schiava, si reca al campo di Oloferne, chiedendo udienza. Lo spietato comandante acconsente. Giuditta, dopo aver sedotto Oloferne, gli taglia la testa.

Il primo lungometraggio di D.W. Griffith – e suo ultimo film per la Biograph – esce nel marzo del 1914 (ma l’anteprima si tenne a Londra alla fine dell’anno precedente). Già da diverso tempo Griffith è stufo dei film a una, massimo due bobine che la Biograph – per la quale ha girato diverse centinaia di film nell’arco di soli cinque anni – gli consente realizzare. La American Mutoscope and Biograph Company, fondata nel 1905 da William Kennedy Dickson, un collaboratore di Thomas Edison, assieme ad altri tre soci, non era interessata al lungometraggio perché avrebbe comportato investimenti troppo ingenti, laddove un cortometraggio, anche se fosse andato male al botteghino, avrebbe potuto essere velocemente rimpiazzato da un altro di successo. Se questa miopia, fino a qualche anno prima, poteva ancora essere giustificata, ora non lo era più: di fatto il mondo del cinema era pronto per compiere il passo successivo. Dall’Europa, già dall’anno precedente, erano approdati i primi lungometraggi, fra i quali spiccavano i melodrammi “a sensazione” danesi, i film francesi tratti dai romanzi (come Les Misérables, 1913, di Albert Capellani), e soprattutto quelli storici, epici o mitologici, prodotti in Italia (Quo Vadis, di Guazzoni, uscì nel 1912, mentre Cabiria, di Pastrone, uscirà un mese dopo il film di Griffith).

L’impazienza di Griffith era ormai al limite. Diede così istruzioni ai suoi scenografi e carpentieri di innalzare le mura di un’antica città, a dimensioni naturali: in breve tempo, il budget previsto dalla casa di produzione venne raddoppiato. L’atteggiamento di Griffith era ormai quello di un’aperta sfida alla Biograph e al mercato cinematografico americano. Nasce così Judith of Bethulia, tratto dai vangeli apocrifi e da una tragedia storica di Thomas Bailey Aldrich (non accreditato, per non dover spendere altri soldi per i diritti). Nel film compaiono gli attori di punta di Griffith: Mae Marsh, Robert Harron, le sorelle Gish, e la diciassettenne Blanche Sweet nel ruolo di Judith. Grazie a questo film, la Sweet diventerà una delle attrici più richieste, anche se subito dopo “divorzierà” da Griffith, il quale, l’anno successivo, le preferirà Lillian Gish per The Birth of a Nation (Nascita di una nazione).

Judith of Bethulia è considerato il film seminale dell’episodio babilonese di Intolerance (1916), e di certo qui Griffith non poté ancora dare sfogo a tutta la sua libertà creativa, dal momento che i mezzi erano ancora troppo limitati. Ad ogni modo è un film in cui si può godere di un buon amalgama fra l’azione, monumentale e corale, e i momenti di lirismo, in cui Griffith dà prova ancora una volta, e non è l’ultima, della sua grande maestria nel descrivere le emozioni e i tormenti interiori dei suoi personaggi, soprattutto femminili. Il film giunge al suo culmine nel momento in cui Giuditta, davanti a Oloferne addormentato, deve prendere la decisione se seguire il suo cuore di donna innamorata, oppure il dovere insito nel suo ruolo di regina del suo popolo e della sua città. E anche se sappiamo tutti come andrà a finire, Griffith e la Sweet, in quanto a resa emotiva, non rendono l’esito affatto scontato.

Vittorio Renzi  (24 gennaio 2015)

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Judith of Bethulia (Giuditta di Betulla)

[a.k.a. Her Condoned Sin]

Usa, 1914

regia: David Wark Griffith

soggetto: dramma omonimo di Thomas Bailey Aldrich

sceneggiatura: D.W. Griffith, Frank E. Woods

fotografia: G.W. Bitzer

montaggio: James Smith

produzione: David Wark Griffith, per Biograph

cast: Blanche Sweet, Henry B. Walthall, Mae Marsh, Robert Harron, Kate Bruce,
Lillian Gish, Dorothy Gish, Kate Toncray, Frank Opperman, Adolph Lestina, Alfred Paget

lunghezza: 4 rulli

durata:  61’

data di uscita: 8 marzo 1914

Judith of Bethulia poster

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